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Calcolo Tasse Regime Forfettario 2026

Simula le tasse della tua partita IVA in regime forfettario: imposta sostitutiva (5% o 15%), contributi INPS gestione separata e reddito netto mensile.

Approfondimenti

Valori calcolati per attività professionale (coeff. 78%), aliquota 15%, senza contributi già versati.

FatturatoNetto/mese (15%)Netto/mese (5%)INPSPressione
15.000 €850 €947 €3050 €32,0%
20.000 €1133 €1263 €4067 €32,0%
25.000 €1416 €1578 €5084 €32,0%
30.000 €1699 €1894 €6100 €32,0%
35.000 €1982 €2210 €7117 €32,0%
40.000 €2266 €2526 €8134 €32,0%
50.000 €2832 €3157 €10.167 €32,0%
60.000 €3398 €3788 €12.201 €32,0%
70.000 €3965 €4420 €14.234 €32,0%
80.000 €4531 €5051 €16.268 €32,0%
85.000 €4814 €5367 €17.284 €32,0%

Il coefficiente determina quale percentuale del fatturato è considerata reddito imponibile.

Settore di attivitàCoefficienteCosti forfettari
Commercio all'ingrosso e al dettaglio40%60%
Industrie alimentari e delle bevande40%60%
Commercio ambulante di alimentari40%60%
Commercio ambulante di altri prodotti54%46%
Costruzioni e attività immobiliari86%14%
Intermediari del commercio62%38%
Attività di servizi di alloggio e ristorazione40%60%
Attività professionali, scientifiche, tecniche78%22%
Altre attività economiche (servizi)67%33%

Il regime forfettario è aperto alle persone fisiche esercenti attività d'impresa, arti o professioni che rispettano precisi requisiti di accesso (art. 1, commi 54–89, L. 190/2014 e successive modifiche).

Requisito principale: ricavi o compensi conseguiti nell'anno precedente non superiori a € 85.000. Per chi inizia l'attività, si presume di rispettare il limite.

Requisiti di accesso al regime forfettario 2026: soglie e condizioni
RequisitoSogliaNote
Ricavi/compensi anno precedente≤ € 85.000Requisito principale; per le start-up si presume rispettato
Spese per collaboratori e dipendenti≤ € 20.000 lordiInclusi collaboratori occasionali e familiari
Redditi da lavoro dipendente/assimilati≤ € 30.000Reddito dell'anno precedente; se cessato non si conta
Partecipazioni in societàVietate (in alcuni casi)Soc. di persone, SRL trasparenti, associazioni professionali con attività analoga

Forfettario e lavoro dipendente: quando è possibile?

È possibile cumulare la P.IVA forfettaria con un rapporto di lavoro dipendente, a condizione che il reddito da lavoro dipendente (o assimilato) dell'anno precedente non superi € 30.000. Se il datore di lavoro coincide con il principale committente della P.IVA (o lo è stato negli ultimi due anni), scatta la causa ostativa per “attività prevalente verso ex datore di lavoro”.

Cause ostative: chi non può accedere al forfettario

Le cause ostative sono elencate all'art. 1, c. 57, L. 190/2014. Oltre alle soglie di cui sopra, sono esclusi chi adotta regimi speciali IVA (es. agenzie di viaggio, agricoltura, editoria), chi risiede all'estero (salvo UE/SEE con almeno il 75% del reddito prodotto in Italia), e chi effettua cessioni di fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi intracomunitari.

I contributi previdenziali nel regime forfettario variano in base alla cassa di appartenenza. I professionisti senza cassa propria iscrivono alla Gestione Separata INPS, mentre artigiani e commercianti si iscrivono alle rispettive gestioni con diritto alla riduzione del 35% sui minimali e sulle aliquote.

Contributi INPS nel regime forfettario 2026: aliquote e minimali per gestione separata, artigiani e commercianti
CassaAliquota pienaCon riduzione 35%Minimale annuoMinimale ridotto
Gestione Separata (professionisti)26,07%Non applicabileNessun minimale
Artigiani24,00%15,60%∼ € 4.427∼ € 2.878
Commercianti24,48%15,91%∼ € 4.515∼ € 2.935

Riduzione contributiva 35% per forfettari: come richiederla

Artigiani e commercianti in regime forfettario possono richiedere la riduzione del 35% sui contributi INPS presentando apposita domanda tramite il cassetto previdenziale INPS (sezione “Comunicazione di avvio/variazione attività”). La riduzione si applica sia ai minimali fissi sia all'aliquota sulle eccedenze, con un risparmio medio di 1.500–2.500 €/anno.

Contributi gestione separata: non esiste la riduzione 35%

I professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS non possono beneficiare della riduzione del 35%. Pagano il 26,07% sul reddito imponibile (fatturato × coefficiente di redditività, al netto dei contributi dell'anno precedente). Non esiste un minimale: se il reddito è zero, non si versano contributi.

Artigiani e commercianti forfettari: minimali 2026

Il minimale annuo deve essere versato indipendentemente dal reddito effettivo: è suddiviso in quattro rate con scadenze a febbraio, maggio, agosto e novembre. Se il reddito supera il minimale, si versa un conguaglio in sede di dichiarazione. Con la riduzione del 35%, il minimale scende a circa € 2.878 per gli artigiani e € 2.935 per i commercianti.

Il carico fiscale effettivo nel regime forfettario varia sensibilmente in base al coefficiente di redditività del proprio settore. La tabella mostra una simulazione su fatturato € 50.000, aliquota 15%, senza riduzione contributiva.

Tasse regime forfettario per settore: coefficienti, imponibile, imposta sostitutiva e netto stimato su fatturato 50.000 euro
SettoreCoeff.ImponibileImposta (15%)INPS (est.)Netto stimato
Commercio al dettaglio40%20.000 €3000 €∼ 7800 €39.200 €
Artigiani prod. alimentare40%20.000 €3000 €∼ 7800 €39.200 €
Intermediari del commercio62%31.000 €4650 €∼ 8100 €37.250 €
Informatica / IT67%33.500 €5025 €∼ 8750 €36.225 €
Costruzioni e impiantistica86%43.000 €6450 €∼ 11.200 €32.350 €
Servizi professionali78%39.000 €5850 €∼ 10.200 €33.950 €
Industrie alimentari40%20.000 €3000 €∼ 7800 €39.200 €

Valori indicativi. INPS stimato su base Gestione Separata (26,07%) o artigiani/commercianti senza riduzione 35%. Aliquota 15%, nessun contributo già versato dedotto.

Professionista forfettario: coefficiente 78%

I professionisti (consulenti, informatici, grafici, traduttori, ecc.) applicano il coefficiente del 78%: su € 50.000 di fatturato, il reddito imponibile è € 39.000. L'imposta sostitutiva al 15% è di € 5.850, a cui si sommano circa € 10.200 di contributi INPS Gestione Separata, per un netto stimato di circa € 34.000/anno.

Commerciante forfettario: coefficiente 40%

I commercianti hanno il coefficiente più basso (40%): solo il 40% del fatturato è considerato reddito. Su € 50.000, l'imponibile è solo € 20.000 e l'imposta al 15% è € 3.000. Tuttavia i contributi INPS (gestione commercianti) hanno un minimale fisso, il che rende meno conveniente il forfettario a bassi fatturati.

Chi avvia una nuova attività può beneficiare dell'aliquota ridotta al 5% (invece del 15%) per i primi 5 anni di attività, ai sensi dell'art. 1, c. 65, L. 190/2014. È una delle agevolazioni fiscali più significative per chi inizia.

I requisiti per accedere all'aliquota al 5% sono:

  • Non aver esercitato, nei tre anni precedenti, attività artistica, professionale o d'impresa, anche in forma associata o familiare
  • L'attività da esercitare non deve costituire, in nessuna forma, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta (salvo il caso della pratica obbligatoria)
  • Se si rileva un'attività già avviata, i ricavi/compensi realizzati nell'anno precedente non devono superare il limite di € 85.000
Confronto imposta sostitutiva 5% vs 15% nel regime forfettario per nuova attività: risparmio anno per anno su fatturato 40.000 euro, coefficiente 78%
AnnoImposta con 5%Imposta con 15%Risparmio
1° anno1560 €4680 €3120 €
2° anno1560 €4680 €3120 €
3° anno1560 €4680 €3120 €
4° anno1560 €4680 €3120 €
5° anno1560 €4680 €3120 €
Totale 5 anni7800 €23.400 €15.600 €

Esempio: fatturato € 40.000/anno, coefficiente 78%, imponibile € 31.200.

Quanto si risparmia con l'aliquota al 5%?

Su un fatturato di € 40.000 con coefficiente 78%, l'imponibile è € 31.200. Con aliquota al 5% si pagano € 1.560 di imposta; con il 15% si pagherebbero € 4.680. Il risparmio annuo è di € 3.120, per un totale di € 15.600 in cinque anni.

Dopo 5 anni si passa automaticamente al 15%?

Sì. Dal sesto anno di attività, l'aliquota passa automaticamente al 15% senza necessità di comunicazioni specifiche. Non è possibile prorogare il periodo agevolato. L'anno di inizio attività conta come primo anno ai fini del conteggio dei cinque anni, anche se l'attività è partita a dicembre.

La fattura del forfettario ha caratteristiche specifiche che la distinguono da quella ordinaria: non addebita IVA al cliente, non applica la ritenuta d'acconto, e dal 2024 deve essere emessa obbligatoriamente in formato elettronico (SDI).

Il forfettario deve fare fattura elettronica?

Sì. Dal 1° gennaio 2024 l'obbligo di fatturazione elettronica si applica a tutti i forfettari, senza distinzione di fatturato. La precedente esenzione per chi restava sotto € 25.000 è stata abolita dalla L. 197/2022. Le fatture devono essere trasmesse tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell'Agenzia delle Entrate.

Dicitura obbligatoria nella fattura forfettaria

Ogni fattura emessa in regime forfettario deve riportare la seguente dicitura:

“Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54–89, L. 190/2014 — Regime Forfettario. Il cedente/prestatore non è soggetto a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, c. 67.”

La fattura non riporta IVA (non addebitata né esposta) e non è soggetta a ritenuta d'acconto: il cliente paga il 100% dell'importo fatturato.

Marca da bollo sulla fattura forfettario: quando si applica?

La marca da bollo da € 2 è obbligatoria quando l'importo della fattura supera € 77,47 (ai sensi del D.P.R. 642/1972). Nella e-fattura il bollo si assolve virtualmente: il valore di € 2 va indicato nel campo specifico del tracciato XML e viene addebitato dall'Agenzia delle Entrate tramite il proprio cassetto fiscale con scadenza trimestrale.

Il forfettario versa l'imposta sostitutiva e i contributi INPS in tre momenti distinti durante l'anno, tramite modello F24. Conoscere le scadenze è fondamentale per pianificare la liquidità.

Scadenze acconti e saldo imposta sostitutiva regime forfettario 2026
ScadenzaCosa si paga%Esempio su imposta € 3.000
30 giugno (o 30 luglio +0,40%)Saldo anno precedente + 1° accontoSaldo + 40%€ 3.000 + € 1.200
30 novembre2° acconto60%€ 1.800
Febbraio / Maggio / Agosto / NovembreRate INPS minimale (artigiani/commercianti)25% × 4Varia

Acconti forfettario: primo anno di attività

Nel primo anno di attività non si versano acconti: non esiste un'imposta dell'anno precedente su cui calcolarli. Si versa solo il saldo a giugno dell'anno successivo. Questo genera un vantaggio di liquidità nel primo anno, ma richiede di accantonare i fondi per il saldo del secondo anno (che includerà anche il primo acconto).

Metodo storico vs metodo previsionale

Gli acconti si calcolano con il metodo storico (100% dell'imposta pagata nell'anno precedente) oppure con il metodo previsionale (stima dell'imposta dell'anno in corso). Il metodo previsionale conviene se ci si aspetta un reddito inferiore a quello dell'anno precedente (es. fatturato in calo), ma espone a sanzioni se la stima è troppo bassa (scostamento > 20%).

Superare la soglia di € 85.000 ha conseguenze diverse a seconda dell'entità dello sforamento. La normativa distingue due scenari: superamento “morbido” (85.001–100.000€) e superamento “duro” (oltre 100.000€).

Effetti del superamento della soglia 85.000 euro nel regime forfettario: uscita dall'anno successivo o immediata
ScenarioRicaviEffettoDa quando
Sforamento lieve€ 85.001 – € 100.000Uscita dal forfettarioAnno successivo
Sforamento oltre € 100.000> € 100.000Uscita immediata + IVA su operazioni successiveStesso anno (in corso)
Entro soglia≤ € 85.000Si rimane nel forfettario

Superamento € 85.000 ma sotto € 100.000

Se nell'anno in corso superi € 85.000 ma resti sotto € 100.000, completi l'anno in forfettario: non devi applicare IVA alle fatture restanti. Dal 1° gennaio dell'anno successivo passi al regime ordinario, con obbligo di apertura partita IVA ordinaria, registri contabili, liquidazioni IVA mensili o trimestrali e IRPEF a scaglioni.

Superamento € 100.000: uscita immediata dal forfettario

Se nell'anno in corso superi € 100.000, l'uscita è immediata: devi applicare l'IVA a partire dalle operazioni successive al superamento. Le fatture già emesse restano senza IVA; quelle nuove devono riportare l'aliquota ordinaria. È obbligatorio comunicare il cambio di regime all'Agenzia delle Entrate.

Come prepararsi all'uscita dal regime forfettario

Se prevedi di avvicinarti alla soglia, è utile consultare un commercialista con anticipo per valutare: l'apertura della contabilità ordinaria, la gestione del periodo di transizione IVA, la deducibilità dei costi nel nuovo regime e l'eventuale recupero dell'IVA su beni strumentali (rettifica della detrazione ex art. 19-bis2 DPR 633/1972).

È possibile avere contemporaneamente una P.IVA in regime forfettario e un rapporto di lavoro dipendente. Le due situazioni sono compatibili, ma esistono limiti e cause ostative da rispettare.

Compatibilità regime forfettario e lavoro dipendente in base al reddito da dipendente 2026
Reddito da lavoro dipendente (anno prec.)Può accedere al forfettario?Note
€ 0Nessuna causa ostativa sul reddito
€ 15.000Verificare causa ostativa ex datore
€ 25.000Verificare causa ostativa ex datore
€ 30.000Al limiteSoglia esatta: € 30.000 è ancora compatibile
€ 35.000NoSupera il limite di € 30.000: causa ostativa

Il reddito forfettario si somma al reddito dipendente?

No. Uno dei principali vantaggi del regime forfettario per i dipendenti è che i due redditi non si sommano ai fini IRPEF. Il reddito forfettario è tassato con imposta sostitutiva del 15% (o 5%), separatamente dall'IRPEF ordinaria sul reddito da lavoro dipendente. Questo evita il salto di scaglione che si avrebbe nel regime ordinario.

Dipendente con partita IVA forfettaria: quanto si paga in totale?

Un lavoratore dipendente con RAL di € 28.000 e P.IVA forfettaria con € 20.000 di fatturato (coeff. 78%) paga: IRPEF ordinaria sul reddito dipendente (~€ 5.200) + imposta sostitutiva 15% sull'imponibile forfettario (~€ 2.340) + INPS Gestione Separata (~€ 4.056). I due redditi non si sommano, rendendo il carico fiscale complessivo significativamente inferiore rispetto al regime ordinario. Confronta forfettario vs ordinario →

Le risposte alle domande più cercate sul regime forfettario, aggiornate al 2026.

Come si calcolano le tasse nel regime forfettario?

Nel forfettario il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività al fatturato (varia dal 40% all'86% in base all'attività). Dal reddito lordo si deducono i contributi INPS versati, e sull'imponibile si paga un'imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni di nuova attività).

Quanto pago di tasse con il regime forfettario?

Dipende dal fatturato e dal tipo di attività. Ad esempio, un professionista con 40.000€ di fatturato (coefficiente 78%) ha un reddito lordo di 31.200€. Dopo contributi INPS (~8.100€) e imposta sostitutiva (~3.465€), la pressione fiscale totale è circa il 29% del fatturato.

Chi può accedere al regime forfettario nel 2026?

Possono accedere le partite IVA individuali con ricavi fino a 85.000€ annui, senza partecipazioni in società, senza redditi da lavoro dipendente superiori a 30.000€, e che non si avvalgono di collaboratori con compensi superiori a 20.000€.

Cosa sono i contributi INPS gestione separata?

La gestione separata INPS è la cassa previdenziale per professionisti senza cassa propria. L'aliquota 2026 è del 26,07% sul reddito lordo forfettario. I contributi versati sono deducibili dal reddito imponibile dell'anno successivo.

Conviene il forfettario o l'ordinario?

Il forfettario conviene nella maggior parte dei casi per redditi sotto i 50.000€ grazie alla tassazione ridotta. L'ordinario può convenire se hai molte spese deducibili (superiori al coefficiente forfettario) o se la tua attività ha costi reali elevati. Un commercialista può aiutarti a valutare.

Quanto pago di INPS con il forfettario?

Con la gestione separata INPS paghi il 26,07% del reddito lordo forfettario (fatturato × coefficiente di redditività). Ad esempio, con 40.000€ di fatturato e coefficiente 78%, il reddito lordo è 31.200€ e i contributi INPS sono circa 8.133€/anno.